29 agosto 1949 – 29 agosto 2019. Il Kazakhstan a 40 anni dal test nucleare sovietico a Semipalatinsk

    Chiara Ginesti

    Il 29 agosto 2019 il Kazakhstan ha ricordato in tutto il Paese ed in particolare nella città di Semey il settantesimo anniversario dal giorno in cui l’Unione Sovietica ha condotto il suo primo test nucleare nel poligono di Semipalatinsk. Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, le rappresentanze diplomatiche dello stato kazakho nel mondo e il Ministero degli Affari Esteri hanno organizzato un press tour volto alla conoscenza di questa fase storica del Paese a cui hanno partecipato giornalisti accreditati dai differenti continenti nonché delle Nazioni Unite.

    Anche IsAG era presente con un suo rappresentante accreditato in qualità di giornalista e osservatore. Contestualmente, nella stessa giornata, si ricordato anche il ventottesimo anniversario della chiusura del poligono utilizzato dai sovietici per effettuare test fino al 29 agosto 1991. È in questa stessa data che il primo Presidente della giovane Repubblica del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, ha definitivamente sancito l’abbandono della politica di sfruttamento dell’energia nucleare per la costruzione di armi. Fino a quel momento si erano condotti 456 test nucleari per 616 esplosioni.

    Fig. 2 Biblioteca del Nazarbayev Center- Nur- Sultan

    Il Kazakhstan si è proclamato indipendente nel 1991 e la scelta di chiudere Semipalatinks e di rinunciare al quarto arsenale nucleare al mondo è arrivata immediatamente dopo. Al presidente Nazarbayev è riconosciuto a livello internazionale il ruolo di leader della battaglia contro le armi nucleari. Grazie alla sua azione, l’Onu ha istituito la Giornata internazionale per la messa al bando dei test atomici, celebrata per la prima volta il 29 agosto del 2010. Il 2 dicembre 2009, infatti, la 64° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 29 agosto come Giornata Internazionale contro i Test Nucleari, adottando all’unanimità la risoluzione A/64/35. L’ istituzione della Giornata ha inteso stimolare le Nazioni Unite, gli Stati Membri, le organizzazioni intergovernative e non governative, le istituzioni accademiche, le reti giovanili e i media a informare, educare e sostenere la necessità di vietare i test delle armi nucleari come passo importante verso il raggiungimento di un mondo più sicuro.

    Il 2010 ha segnato la prima commemorazione della Giornata Internazionale contro i Test Nucleari. Da allora, ogni anno varie attività si svolgono in tutto il mondo: convegni, conferenze, mostre, concorsi, pubblicazioni, conferenze presso istituzioni accademiche, trasmissioni dei media e altre iniziative.

    Inoltre, “sicuri che il disarmo nucleare e l’eliminazione totale delle armi nucleari siano la unica garanzia assoluta contro l’uso o la minaccia delle armi nucleari”, l’Assemblea Generale ha proclamato con la risoluzione A/68/32 del 5 dicembre 2013, dichiarando  il 26 settembre come “Giornata Internazionale per l’Eliminazione Totale delle Armi Nucleari”, dedicata a promuovere l’obiettivo dell’eliminazione totale delle armi nucleari, attraverso la mobilitazione degli sforzi internazionali.

    Il 29 agosto 2019 Il Capo dello Stato kazakho, Kassym-Jomart Tokayev, ha preso parte insieme ad altri illustri ospiti, alla cerimonia di assegnazione del “Premio Nazarbayev  e durante la cerimonia il primo presidente della Repubblica  – Elbasy Nursultan Nazarbayev- a cui il premio è intitolato,  ha consegnato i riconoscimenti ai parenti dell’ex direttore generale dell’AIEA Yukiya Amano, che è diventato vincitore di questo premio postumo e a Lassina Zerbo, Segretario esecutivo del Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization – CTBTO. Compare nella commissione di giuria anche Franco Frattini che della stessa ricopre il ruolo di Vicepresidente. Quest’ultimo, intervistato, ha spiegato come i criteri di assegnazione del premio siano particolarmente severi, basati su curriculum vitae e sulle attività svolte a favore della causa.

    Nel suo discorso, Kassym-Jomart Tokayev ha osservato come quest’anno ricorrea il 25 ° anniversario da quando il Kazakistan ha firmato il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, l’adesione del paese all’AIEA, nonché il 10 ° anniversario dalla creazione di una zona senza armi nucleari in Asia centrale”; inoltre ha inteso sottolineare che il Primo Presidente del Kazakistan è riconosciuto dalla comunità mondiale come leader del movimento antinucleare globale. A lui si devono le molteplici iniziative in atto. “Il decreto di Elbasy Nursultan Nazarbayev per la chiusura del sito di test nucleari di Semipalatinsk ha un significato storico. Presa contro la resistenza dell’élite militare sovietica e dei singoli politici, la decisione del Primo Presidente di chiudere il sito dei test nucleari richiedeva un grande coraggio e una volontà di ferro. È diventato un catalizzatore per l’intero movimento antinucleare”, ha sottolineato il Capo dello Stato.

    Il presidente del Kazakistan si è inoltre concentrato sulle iniziative che hanno rivestito un ruolo importante nel garantire la sicurezza internazionale: proposte sull’istituzione in Asia centrale di una zona priva di armi nucleari, collocazione nel territorio del nostro paese della Banca dell’uranio a basso arricchimento sotto gli auspici dell’AIEA, sforzi di mediazione da parte del Kazakistan nella questione nucleare iraniana, nonché l’adozione da parte del L’Assemblea generale delle Nazioni Unite della la Dichiarazione universale sull’istituzione di un mondo privo di armi nucleari che ha dato un contributo significativo al rafforzamento della stabilità. Tuttavia, il Capo dello Stato ha attirato l’attenzione sul fatto che la minaccia nucleare continua a persistere in alcune regioni del mondo. “Secondo le Nazioni Unite, al giorno d’oggi ci sono 15.000 armi nucleari nel mondo e centinaia di esse possono essere attivate in pochi minuti. La situazione è aggravata dall’aumento del potenziale di conflitto nelle relazioni internazionali e dall’escalation delle contraddizioni finanziarie ed economiche. Il destino del Piano d’azione congiunto globale sul programma nucleare iraniano e del Trattato sulle forze nucleari a portata intermedia rimane poco chiaro”, ha affermato il Presidente.

    Passando poi ai meriti dei vincitori del premio – il defunto ex capo dell’AIEA Yukiya Amano e del segretario esecutivo del CTBTO Lassina Zerbo, Kassym-Jomart Tokayev ha elogiato l’enorme contributo dato loro alla non proliferazione nucleare e alla sicurezza internazionale:

    “Al timone dell’AIEA, Yukiya Amano ha svolto un ruolo chiave nella creazione della Banca dell’uranio in Kazakistan e ha contribuito alla risoluzione della questione nucleare in Iran. Le attività e gli sforzi di Lassina Zerbo hanno portato al quasi completamento della rete di monitoraggio internazionale per il Trattato globale sul divieto di test nucleari. Concludendo il suo discorso, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha chiesto continui sforzi congiunti per il disarmo nucleare e la non proliferazione. Come ha detto, le iniziative antinucleari di Elbasy dovrebbero rimanere elementi chiave del processo di rafforzamento della sicurezza globale.

    Prima della cerimonia di consegna, durante il lungo discorso pronunciato, il Primo Presidente del Kazakistan ha sottolineato che il 29 agosto è un giorno storico per il movimento antinucleare nel mondo.

    Nursultan Nazarbayev ha precisato che, nonostante le lezioni che provengono dalla storia, si registra tensione e una crisi di fiducia tra le potenze nucleari nel mondo.

    La crisi geopolitica nei rapporti tra Stati Uniti e Russia, che rappresentano oltre il 90% dell’arsenale nucleare globale, ha causato gravi scosse di assestamento. La corsa agli armamenti tecnologici, anche nel settore spaziale che coinvolge entrambe le parti è di grande preoccupazione.  Il primo presidente del Kazakistan ha lanciato un messaggio: il mondo rimane in pericolo poiché le armi nucleari potrebbero cadere nelle mani di organizzazioni terroristiche.

    I materiali nucleari potenzialmente pericolosi sono nella disponibilità di oltre 20 paesi del mondo, ognuno dei quali può diventare un bersaglio di forze distruttive ed inoltre nessuno dei nove paesi in possesso di armi nucleari sta prendendo in considerazione la riduzione dei programmi militari.

    In altre parole, l’umanità sta vivendo una fase difficile del suo sviluppo, finora senza precedenti. Nel contesto della crescente aggressività e della diminuzione della fiducia reciproca a livello globale, basterebbe poco per far precipitare la comunità mondiale nel caos incontrollato. Non solo i politici, ma anche le persone comuni in diversi paesi del mondo sono profondamente preoccupati per questo”. Nursultan Nazarbayev ha osservato che il Kazakistan è parte di tutti i trattati internazionali fondamentali nel campo del disarmo nucleare, della non proliferazione e dell’uso pacifico dell’energia nucleare. – Quest’anno ricorrono i 25 anni dall’adesione del Kazakistan al trattato di non proliferazione e solo due mesi fa il Kazakistan ha ratificato il Trattato sulle armi nucleari, unendosi ad altri 24 stati nel mondo. Quest’anno prevediamo la consegna del primo lotto di uranio a basso arricchimento alla banca dell’AIEA, costruito su mia iniziativa in Kazakistan “, ha affermato Elbasy.

    Il primo presidente del Kazakistan ha sottolineato che la ricerca di un mondo privo di armi nucleari è diventata una componente essenziale dell’identità nazionale del Kazakistan. – Attualmente, il Kazakistan è un paese riconosciuto per sicurezza e stabilità internazionale. Penso che questo mi dia il diritto morale di fare appello oggi alla comunità globale affinché l’esperienza del Kazakistan sia da esempio per la Comunità internazionale.

    Nazarbayev ha invitato i leader di tutte le potenze nucleari a compiere passi decisivi a favore del dialogo sul futuro del nostro pianeta. “È inoltre necessario rivedere il concetto arcaico di stabilità strategica basato sulle armi nucleari e dovrebbe inoltre essere creato un nuovo sistema a controllo degli armamenti nucleari. Di conseguenza, è importante negoziare lo sviluppo di un trattato universale sulla riduzione delle armi nucleari “, ha affermato il primo presidente del Kazakistan. Inoltre, Nursultan Nazarbayev ha sottolineato l’importanza di introdurre un sistema efficace di garanzie di sicurezza legalmente vincolanti per le delle potenze nucleari.

    “Allo stesso tempo, i membri del” club nucleare” devono assumere un pacchetto di obblighi e restrizioni al fine di adeguare le loro politiche nel settore delle armi di distruzione di massa. Prima di tutto, è importante iniziare a pensare la dismissione dei complessi nucleari. Propongo agli stati sul cui territorio sono situati i siti di prova di eliminarne progressivamente l’infrastruttura”.

    Il primo presidente del Kazakistan ha osservato la necessità di ratificare il trattato globale sul divieto di test nucleari da parte di tutti gli stati del mondo per giungere all’universalizzazione e al massimo rafforzamento del trattato di non proliferazione. Il mondo ha bisogno di un meccanismo veramente funzionante e di misure severe contro il possesso e la proliferazione di armi nucleari. E questo duro meccanismo dovrebbe essere supportato dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite “.

    Infine ha spiegato l’istituzione del premio: “Per riconoscere e promuovere i meriti dei leader e delle organizzazioni politiche e pubbliche, nel 2016 ho istituito il premio “Per un mondo senza armi nucleari e sicurezza globale”. Sostengo pienamente la decisione della giuria di assegnare il premio quest’anno all’ex direttore generale dell’AIEA Yukiya Amano e Lassina Zerbo”, ha dichiarato il primo presidente del Kazakistan.

    Sul finire, Elbasy ha espresso la sua fiducia nel fatto che il premio consegnato potrà essere un altro modesto promemoria, un piccolo gesto ma con un enorme significato ché il futuro dell’umanità sia un mondo senza armi nucleari. “Sono fermamente convinto che il nostro pianeta prima o poi si sbarazzerà per sempre di questa micidiale tipo di arma di distruzione di massa, questo è l’obiettivo principale del nostro manifesto” di Pace per il XXI secolo “. L’evento di oggi è il nostro messaggio alla comunità globale:  agire insieme in nome del progresso, della prosperità e del futuro dell’umanità “, ha concluso Nursultan Nazarbayev.

    Dopo aver smantellato l’arsenale nucleare sovietico presente sul proprio territorio, il Kazakhstan ha continuamente cercato di dimostrare che i principi della sicurezza internazionale non poggiano sull’utilizzo delle armi nucleari, ma su di un corretto uso dello strumento della politica estera e sullo sviluppo politico ed economico di un Paese. Esempio di rinuncia volontaria delle proprie armi nucleari e del raggiungimento del disarmo nucleare totale, il Kazakhstan continua a partecipare e a promuovere attivamente dibattiti internazionali sul tema della non proliferazione. Nel contempo, le autorità kazakhe promuovono la produzione di energia nucleare per scopi pacifici, implementata sotto gli auspici ed i dettami delle istituzioni internazionali, come opportunità di sviluppo dell’economia nazionale. E proprio grazie a questo tipo di politica, il Primo presidente ha agito abilmente sia all’interno che verso l’esterno. La sua prima decisione, subito dopo l’indipendenza, fu quella di chiudere il sito di Semipalatinsk e aiutare i sopravvissuti e i loro figli con un forte sostegno finanziario e centri medici allestiti grazie alla cooperazione internazionale. All’estero, invece, Nazarbayev si è reso paladino di un mondo privo di armi nucleari, organizzando numerosi incontri che hanno sancito e continuano a sancire il suo successo politico sulla scena internazionale[1].

    Fig. 3 Ground Zero – Semipalatinsk test site

     

    Note

    [1] Cfr. https://www.panorama.it/news/esteri/kazakhstan-nursultan-nazarbaev-petrolio-kashagan-shalabayeva-eni-obama/ e http://www.archiviodisarmo.it/index.php/it/banca-dati-delle-nuclear-news/finish/235/2943