Martedì 9 luglio ore 10

    Sala del Cenacolo – Complesso di Palazzo Valdina, Piazza in Campo Marzio 42 – Roma

    SAVE THE DATE- Martedì 9 luglio ore 10

    «A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento». William Eugene Smith

    Us and them è un racconto fotografico, composto da quaranta scatti, che ha come protagonista l’umanità che vive nel sud del mondo.

    Dal Kenya al Bangladesh passando per la Turchia e il sud America; un intreccio di storie e volti restituiti con profondità e precisione dallo sguardo di Gianluca Uda.

    Il clima è uno dei protagonisti di questa narrazione, così come la recente crisi economica mondiale che ha dato luogo a grandi disparità e generato profonde ingiustizie sociali. Due fenomeni, questi, fortemente legati fra loro, che in realtà sono due facce della stessa medaglia e stanno segnando in maniera indelebile il secolo che viviamo.

    In un’epoca nella quale siamo tutti più interconnessi la vera sfida è dunque organizzarsi per affrontare insieme battaglie centrali come quella per la sostenibilità ambientale, il rispetto dei diritti dell’uomo e l’organizzazione di un sistema economico più giusto ed equo, che ponga al centro la persona e non il profitto. Questi scatti vogliono essere un pungolo, un’occasione di riflessione e uno stimolo all’azione perché, come ci ammoniva il filosofo epicureo Filodemo di Gadara “dobbiamo salvarci l’un l’altro”.

    Interverranno:
    Marta GRANDE, presidente Commissione Esteri
    Mirella EMILIOZZI, deputata
    Gianluca UDA, autore delle foto

    La mostra si aprirà martedì 9 luglio e durerà sino a venerdì 19 luglio.
    Hanno sostenuto la realizzazione dell’evento: WJ Witness Journal, Rotary Club Roma Polis, L’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e SMATE.

    Per accreditarsi scrivere entro domenica 7 luglio a: emiliozzi_m@camera.it specificando nome, cognome e data di nascita. Per gli uomini è obbligatorio l’uso della giacca.

    Gianluca Uda nasce a Roma nel 1982, scopre la fotografia da bambino con l’aiuto del padre. Per molti anni ha lavorato con associazioni umanitarie e sociali, occupandosi di diritti umani e progetti di sviluppo. Ha vissuto in diversi paesi, tra cui il Bangladesh, il Kenya, l’Ecuador e lo Sri Lanka. Attualmente vive in Brasile.

    Nel 2013 ha partecipato al festival della fotografia etica di Lodi, con il progetto Lamiere da cui verrà tratto un libro mentre nel 2019 è stato tra i vincitori del premio “Closer” promosso dal Witness Journal. La fotografia è per lui uno strumento di denuncia sociale attraverso il quale risvegliare le coscienze.

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