Conoscere e contrastare il Jihadismo. Le chiavi interpretative, le ideologie, le strategie, le dottrine, i pensatori

    Redazione IsAG

    “ The Global war On Terrorism has failed… Targeting terrorists and their networks brings only temporary success – but the long term strategy needs to focus on discrediting ideologies…”

    (Da un articolo di B. Chellaney in Foreign Policy – 11 maggio 2019)

     

    Premessa

    Il Jihadismo è ormai un fenomeno che va ben oltre il “semplice”, seppure drammatico, ambito terroristico avendo acquisito valenze ben più complesse che vengono esaminate nel libro. La sua arma più potente  e rilevante purtroppo è e rimane l’ideologia. Questa valutazione è condivisa da varie autorevoli fonti fra cui il Final Report della Commissione USA sull’11 settembre, uno dei più importanti e completi documenti prodotti sul terrorismo islamico ( “il nemico non è semplicemente il terrorismo, non è l’ Islam…ma è il movimento ideologico radicale”). Le ideologie adottate, spesso in maniera manipolativa e distorta, dal Jihadismo rivestono purtroppo un forte potere identitario, mobilitante ed  eversivo, anche se sono recepite da una assoluta minoranza di Musulmani. Grazie a queste ideologie ed alle conseguenti dottrine e strategie  il Jihadismo è ormai un fenomeno con cui, secondo varie autorevoli fonti, dovremo confrontarci   “non per anni ma per decenni”.

    Il libro

    Il libro, colmando una lacuna nella pubblicistica italiana,  propone un percorso di conoscenza ad ampio spettro del fenomeno Jihadismo toccando alcuni temi propedeutici ma fondamentali per il “best understanding” del fenomeno: quadro generale della geopolitica del Mondo Islamico; chiarimenti su alcuni temi generali spesso trattati in maniera confusa ( Califfato, Jihad, Tawhid, Stato Islamico, Fratelli Musulmani, Salafismo, Orientalismo etc…); principali criticità epistemologiche, a cominciare dalla terminologia, che condizionano negativamente le capacità analitiche nei confronti del Jihadismo.

    Ma la parte più ampia è dedicata ai  principali, anche se purtroppo poco noti in Occidente, ideologi e strategists  dell’ Islam radicale e del Jihadismo ad iniziare dal Ibn Taymiyya ( sec. XIII),  Abd al-Wahhab ( sec. XVIII, padre del Wahhabismo), ai contemporanei Rashid Rida,  Abdullah ‘Azzam ( il “vero ideologo di al- Qa’ida” e  “padre del Jihad globale”), ‘Ala al-Mawdudi ( il primo a parlare di Stato islamico nell’ età contemporanea), Sayyid Qutb (considerato il principale maitre-a-penser dell’ Islam radicale), Abu Mus’ab al Suri ( “The architect of global jihad), Taqi al-Nabhani (importante studioso dello Stato  Islamico e fondatore dell’ Hizb at-Tahrir) ; in molti dei testi di tali autori si vedono elementi poi purtroppo implementati dai movimenti jihadisti ( jihad  offensivo, “lupi solitari”, proclami per la riconquista dell’Andalusia, Stato islamico dell’ ISIS  etc) come si evidenziano le notevoli devianze e distorsioni interpretative compiute rispetto all’ Islam che non va quindi confuso con tali fenomeni devianti.

    Il libro si conclude proponendo un’ ipotesi di strategia di Counter-ideology, quale principale strumento di lotta al Jihadismo  (sulle basi in particolare degli importanti studi condotti da Muhammad Hanif) ed un quadro delle prospettive evolutive del fenomeno. L’opera è poi corredata da una serie di appendici con alcuni documenti fra cui autorevoli (e poco noti) atti di condanna del Mondo Islamico nei confronti del Jihadismo.

    Il libro si colloca in una ideale intersezione fra geopolitica, islamistica radicale e counter-terrorism ( ma in senso lato, non è, come già detto, un libro incentrato solo sul terrorismo), propone vasti brani dei testi originali per una più diretta analisi dei medesimi ed adotta una traslitterazione semplificata dalla  lingua araba.

    Il volume è arricchito da una prefazione del Prof. Campanini, uno dei massimi esperti del pensiero politico islamico.