La visita di Vassilenko a Roma: Italia e Kazakhstan insieme sulla Via della Seta

    Giannicola Saldutti

    Il 28 marzo il viceministro degli Esteri della Repubblica del Kazakhstan, Roman Vassilenko, ha fatto visita a Roma per prendere parte ad un lecture organizzata dal SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) presieduta da Franco Frattini. Il viceministro ha colto l’occasione per far visita all’ambasciata kazaka in Italia e parlare dello stato delle relazioni bilaterali tra i due paesi, dell’importanza del ruolo italiano nell’economia kazaka e delle opportunità concesse dall’iniziativa cinese “One Belt One Road”, la Via della Seta tanto discussa nelle ultime settimane dopo la visita di Xi Jinping nella Capitale. C’è stata occasione anche di menzionare i cambiamenti radicali intercorsi nel paese la scorsa settimana, con le improvvise dimissioni del Presidente Nazarbaev, l’investitura dell’ex Presidente del Senato Kasym Zhomar Tokaev e la ridenominazione della capitale Astana, rinominata Nur-Sultan con l’unanimità del Parlamento.

    Oltre alle classiche sedi internazionali, come ONU ed OSCE, dove il Kazakhstan e l’Italia cooperano in maniera strategica condividendo le linee su molti dossier e principi fondamentali della comunità internazionale, fa un certo piacere riscontrare da parte di Vassilenko la riuscita cooperazione in termini economici tra i due paesi: Nur-Sultan risulta essere il primo partner italiano in Asia centrale, mentre Roma è primo partner europeo del Kazakhstan, con un interscambio ammontante a 13,2 miliardi di dollari, in aumento del 38% sulle cifre registrate nel 2017. Nel 2018 l’Italia ha complessivamente sorpassato la Cina attestandosi al secondo posto in quanto a volume d’affari generato dall’interscambio. La diplomazia kazaka, dunque, riconosce nell’Italia una realtà consolidata soprattutto nel settore dell’agroalimentare, dove i prodotti ortofrutticoli, i latticini, la pasta ed i prodotti a base di carne rimangono padroni del mercato. La presenza ad Almaty della Cremonini Gruppo/Inalca S.p.A. e delle varie Barilla, Felicetti, Ferrero e Granarolo costituisce la prova di un rapporto italo-kazako ormai fidelizzato per quanto concerne la presenza di stabilimenti italiani in loco.

    Vassilenko ha salutato con favore l’adesione di Roma alle iniziative che riguarderanno la Via della Seta cinese e che renderanno la penisola italiana la piattaforma logistica delle merci nel Mediterraneo, nonché un corridoio logistico di enorme rilevanza per congiungere l’Europa all’Africa.

    Nell’ambito del progetto BRI – ha aggiunto il viceministro – l’Italia e la Cina possono sviluppare il potenziale di cooperazione in settori quali la logistica portuale, il trasporto marittimo, le telecomunicazioni, la medicina e farmacia e incoraggiare le loro aziende a lanciare progetti di cooperazione nei mercati terzi per ottenere benefici reciproci. Bisognerebbe notare che la cooperazione garantirà l’attuazione dei piani di Roma per lo sviluppo dei porti settentrionali del paese e permetterà di iniziare un ampio programma di investimenti cinesi in Italia. In più, per l’Italia questo sarà un’ulteriore opportunità per entrare nel promettente mercato cinese, la cooperazione consentirà ai produttori italiani di esportare in Cina vestiti, automobili, cibo, prodotti chimici e altri beni.  

    L’esempio kazako di risposta all’iniziativa di Pechino risulta essere paradigmatico per quanto concerne lo sfruttamento pieno delle risorse messe in campo dai cinesi. Tra le infrastrutture realizzate ed implementate, al momento, vi sono il porto terrestre di Khorgos proprio al confine con la Cina, il porto marittimo di Aktau sul Mar Caspio, nonchè il nuovo corridoio ferroviario “Kazakhstan-Turkmenistan-Iran” con una lunghezza totale di circa 900 km, che collega i paesi dell’Asia centrale con il Golfo Persico e il porto di Bandar Abbas nel sud dell’Iran.

    Le misure adottate hanno permesso di consegnare merci dalla Cina attraverso il Kazakhstan verso l’Europa in circa 15 giorni, a fronte dei tragitti marittimi che ci impiegano almeno il doppio del tempo. In ultimo Vassilenko ha garantito riguardo alla stabilità politica del paese, il quale agirà sempre in difesa degli interessi dei suoi investitori stranieri mantenendo una linea sulla politica estera che può dirsi pacifica e multi-vettoriale anche e soprattutto dopo i trent’anni di presidenza targata Nursultan Nazarbaev. La visita si è conclusa all’insegna di una speranza che, alla luce degli ultimi dati e dell’importanza rivestita dall’Asia centrale nei processi dell’economia globale, potrebbe e dovrebbe divenire realtà: condurre i rapporti bilaterali italo-kazaki ad un livello di cooperazione ancora più alto.