UE-MERCOSUR: un accordo destinato a far discutere

    Francesco Fatone

    Al G20 di Osaka di un anno fa è stato annunciato un accordo di libero scambio fra due organizzazioni internazionali a carattere regionale: Unione europea e Mercado do Sur (MERCOSUR). Ad un primo impatto sembrerebbe che tale accordo sia destinato a fare la storia dopo circa 20 anni di trattative ma sorgono dubbi sulla sostenibilità dell’area di scambi che si verrebbe a creare e per la forte opposizione di gruppi politici e movimenti ambientalisti europei.

    Cosa prevede l’UE-MERCOSUR?

    L’UE-MERCOSUR Agreement è un accordo di libero scambio che coinvolge diversi settori dell’economia di due aree geografiche molto diverse ma destinate a connettersi nel breve periodo: l’America Latina e l’Europa.  Si tratta di un’occasione storica per il MERCOSUR di concludere un accordo commerciale con un partner importante come l’Unione europea e segna un’opportunità per il consolidamento delle relazioni politiche ed economiche tra i due continenti. In particolare, l’accordo punta a rafforzare il commercio internazionale facilitando l’ingresso di imprese europee nel mercato sudamericano e le importanti riforme economiche e la modernizzazione in corso nei Paesi del MERCOSUR.

    L’obiettivo principale dell’accordo interregionale UE- MERCOSUR è l’abolizione di una gran parte di dazi sulle esportazioni UE verso il Sud America e l’aumento della competitività delle imprese europee, con un risparmio di circa 4 miliardi di euro di dazi all’anno. L’accordo contribuirà a incrementare le esportazioni di prodotti dell’UE finora soggetti a dazi troppo elevati fra cui le automobili, i macchinari, i prodotti chimici, i prodotti farmaceutici e i capi di abbigliamento. Il MERCOSUR dovrà ridurre i dazi anche sul settore agroalimentare europeo quindi su cioccolato e i dolciumi, gli alcolici, le bevande analcoliche con particolari esenzioni per i prodotti lattiero-caseari dell’UE e per i formaggi. Inoltre i membri del MERCOSUR dovranno impegnarsi per evitare possibili imitazioni dei prodotti europei che avranno una maggiore diffusione nell’area latinoamericana. Le imprese dell’UE avranno maggiori vantaggi grazie all’UE-MERCOSUR Agreement nell’ambito di appalti pubblici, tecnologia dell’informazione, le telecomunicazioni e i trasporti grazie alla semplificazione dei controlli di frontiera e alla riduzione degli iter burocratici e delle tasse di esportazione dei membri del MERCOSUR. L’accordo non riguarda solo il libero scambio tra due macroaree ma rafforzerà anche una pletora di settori come l’e-economy, la ricerca, i diritti umani e la responsabilità sociale delle imprese promuovendo al contempo la lotta contro il terrorismo e alla criminalità.

    L’accordo coinvolgerà quasi 800 milioni di consumatori e mira a favorire nel complesso l’export europeo e a migliorare la rete di scambi economici e non tra due aree con obiettivi diversi: l’UE potrà espandersi economicamente verso il Sud America costruendo un nuovo “ponte” fra due mondi diversi mentre l’America Latina potrà cogliere l’occasione per crescere politicamente oltre che economicamente.

    Il vincolo ambientale e sociale dell’UE-MERCOSUR e le resistenze all’accordo

    L’attuazione dell’accordo dipenderà dal rispetto di un principio fondamentale nell’UE: il principio di precauzione. Tale principio tutela i consumatori, l’ambiente e i lavoratori. A tal proposito giocheranno un ruolo fondamentale l’accordo di Parigi sul Climate Change e il recente Green New Deal voluto fortemente dalla Commissione europea. Allo “sviluppo sostenibile” è dedicato un intero capitolo dell’accordo dove sono trattati diversi aspetti come la difesa del clima e dell’ambiente nel pieno rispetto degli accordi europei e la costituzione di supply chains responsabili. Nel medesimo capitolo è possibile poi trovare una seconda parte dedicata ai diritti dei lavoratori e delle comunità indigene sudamericane -per le quali sarà istituito un forum e delle regole di mercato per una concorrenza leale e non lesiva. Sarà fondamentale anche il ruolo giocato dalle norme sulla sicurezza alimentare nella tutela del consumatore e del mercato e a tal proposito, il capitolo sulla sicurezza alimentare prevede un rafforzamento della trasparenza, la promozione del benessere degli animali e procedure più rapide sull’esportazione del bestiame.

    Nonostante siano garantite numerose tutele sulla carta, l’UE-MERCOSUR Trade Agreement preoccupa gli europei per diverse ragioni, tra tutte la liberalizzazione dei pesticidi ed OGM e il danno che un’agricoltura intensiva nelle nuove aree di sfruttamento potrebbe causare sia all’ambiente che agli agricoltori europei, i quali si troverebbero a competere con qualcosa di troppo grande. Fonti di grande apprensione sono in particolare le differenze legislative fra gli Stati europei e quelli sudamericani rispetto l’utilizzo dei pesticidi. Basti pensare alla differenza tra il limite di glifosfato nelle acque tra Germania e Brasile: mentre nel primo il limite è  di 0,5 microgrammi, nel secondo è di 500 microgrammi. L’importazione a basso costo di carne da un continente all’altro potrebbe generare allevamenti intensivi che riescano a soddisfare i ritmi di mercato anche esportando prodotti che violano le norme del trattato.

    Non è meno importante il ruolo giocato dal Paese-guida del MERCOSUR: il Brasile di Jair Bolsonaro che ha iniziato nel 2019 a svendere ettari di foresta amazzonica alle grandi imprese, venendo condannato anche da molti rappresentanti europei. Sempre sotto Bolsonaro, il Brasile ha visto lo smantellamento di norme ambientali fondamentali per permettere una grande espansione economica e il passaggio da Paese in Via di Sviluppo a potenza economica mondiale. Ad aggravare la posizione del Brasile ci sono anche le numerose violazioni dei diritti delle comunità indigene amazzoni.

    L’accordo è stato approvato in linea di principio lo scorso anno ed è attualmente in fase di revisione legale nell’UE. Dovrà essere approvato e ratificato da ciascuno dei 27 Stati membri ma molti non intendono approvarlo ritenendolo lesivo per i mercati interni e per le violazioni nel campo dei diritti umani e dell’ambiente nei Paesi del MERCOSUR.